17 luglio 2019

Shozo Shimamoto e la Mail Art

Quando Yoshihara fonda il Gutai nel 1954, Shozo Shimamoto è la persona che gli è più vicina. E’ anzi colui che gli dà il nome, gutai, appunto, che significa concretezza, in opposizione ad astrazione e casa sua è la sede del gruppo. Lo slogan di Yoshihara, teorico e maestro del giovane gruppo Gutai è affrontare territori sconosciuti e reinventare i parametri dei codici artistici. Gutai nasce come movimento di invenzione pura anche in contrapposizione dialettica con la tradizione occidentale. Shimamoto è stato certamente un fedele interprete dello spirito Gutai, sperimentando durante la sua lunga carriera artistica tecniche e soluzioni molto diverse, mettendo sempre più in primo piano l’interpretazione e non solo l’esecuzione: i Buchi su carta, poi di metallo; l’atto scenico tramite la passerella di legno su cui far camminare il pubblico; la messa al bando del pennello sparando colore con un cannone o tramite il bottle crash, utilizzando un mezzo meccanico che separa l’artista dalla materia cromatica e mette in gioco il caso, la Mail Art nel corso degli anni ’70 ed ’80. Alla morte di Jiro Yoshihara nel 1972 il gruppo Gutai si scioglie, ma non si ferma la forza propulsiva che il movimento aveva saputo mettere in campo.

Shozo  Shimamoto, Poster originale, seconda metà anni’80, cm 79 x 55,5, stampa fotografica su carta.

Shozo Shimamoto e Mail Art. L’artista racconta che mentre era membro del gruppo Gutai, pubblicava le riviste e le spediva all’estero. Nel 1976 diventa direttore del gruppo AU (Artist Union), entra in comunicazione con diverse migliaia di artisti in tutto il mondo ed inizia a fare la Mail Art che chiama “Chaugutai”. Shimamoto non solo invita gli artisti di molti paesi del mondo a partecipare alla Mail Art perchè ritiene importante scambiarsi pensieri e sensazioni, ma anche consiglia l’approccio: ovvero la Mail Art non è un palcoscenico in cui si compete tecnicamente e quindi non importa se non si è bravi.

La rivista AU, numero 163 del 1 luglio 2005. La rivista riporta la performance di Shozo Shimamoto dall’elicottero a Trevi, organizzata da Guglielmo di Mauro, Rosanna Chiessi/Pari&Dispari e il museo Flash Art di Trevi e una performance di Yasuo Sumi a Reggio Emilia.

Shozo  Shimamoto, Poster originale, seconda metà anni’80, cm 79,2 x 55,2, stampa fotografica su carta.

Shimamoto è esplicito nelle indicazioni inviate agli artisti più reticenti ad intraprendere la Mail Art, coerentemente con lo spirito Gutai risponde: “Non bisogna essere bravi! Bisogna disegnare male!…..perchè continuando a disegnare male è possibile generare uno stile brutto, personale, unico. E’ così che nasce l’arte più interessante, nuova ed inizia la strada della creazione“.

Shozo  Shimamoto, Poster originale, 1988, cm 79 x 54,7, stampa fotografica su carta.

In una bella intervista all’artista dal titolo Arte è stupire, pubblicata sul catalogo Shozo Shimamoto, Opere 1950-2011, Oriente Occidente della mostra realizzata a Palazzo Magnani a Reggio Emilia 2011/2012, Shimamoto racconta come la sua testa rasata è diventata Mail Art: Con la mia testa rasata, nel 1987 sono stato in America, Canada e poi ho viaggiato nel 1990 in Europa da Londra fino a Leningrado. Nel 1993 sono andato in Italia e in Finlandia. Durante le mie tappe sono stato accolto da molti artisti della Mail Art che hanno scritto i loro messaggi sulla mia testa, oppure vi hanno proiettato diapositive od anche film……..Nel 1987 spedii agli artisti della Mail Art un foglio con stampata la silhouette della mia testa vista da dietro e in cui invitavo gli artisti a fare il loro intervento. Ricevetti circa 500 risposte……..”.

Shozo  Shimamoto, Poster originale, 1991, cm 79,5 x 54,2, stampa fotografica su carta.

Shozo Shimamoto, Serigrafie su carta, anni ’80, cm 27,6 x 54,7. Le serigrafie contengono un messaggio di pace.

esemplare 7/30

esemplare 20/30

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