13 maggio 2019

Costantino Ciervo, Ottomar Kiefer, VENDESI (FOR SALE)

Nel  1994 Costantino Ciervo e Ottomar Kiefer raggiungono a Capri Rosanna Chiessi dove, dall’inizio degli anni ’90,  collabora con gli eredi di Curzio Malaparte, per l’organizzazione di eventi culturali con artisti contemporanei. Nell’arco degli anni ’90 decine di artisti soggiornano e creano opere ispirandosi quasi sempre a casa Malaparte e allo straordinario paesaggio circostante. Il progetto di lavoro di Ottomar Kiefer e Costantino Ciervo  “VENDESI (FOR SALE)” è una provocazione: mettere in vendita un simbolo della bellezza, riflettendo sul significato di pubblico e privato.

                 

Il progetto vendesi nasce grazie ad un invito di Rosanna Chiessi la quale aveva chiesto ad Ottmar Kiefer e Costantino Ciervo di realizzare un intervento artistico che si inserisse e reagisse con e nell’ambito storico/culturale/ambientale ed architettonico della famosa villa Malaparte sul capo Masullo di Capri fatta realizzare tra il 1938 e il 1940  e probabilmente progettata dall’omonimo scrittore (Alberto Libera ne potrebbe essere l’architetto ispiratore). Dopo una permanenza di una settimana nella stessa villa i due artisti maturarono e presero la decisione di far partire subito il progetto. L’idea consisteva originariamente nello stendere per tutta la lunghezza della terrazza una rete come quelle usate nelle partite di palla a volo sulla quale fosse tessa una scritta gigante VENDESI fatta di molteplici dischi a superficie specchiante in modo che essi si riflettessero e luccicassero in tutte le direzioni in attraverso un gioco di vento e sole. Il progetto incontrò la totale disapprovazione degli eredi della villa, rafforzata dal fatto  che essi avrebbero già avuto delle “pressioni “ dalla camorra di dover “vendere”.  Tutto questo però non fece desistere i due artisti i quali non facendosi limitare nella loro volontà d’iniziativa e capacità creativa agirono di nascosto ripiegando strategicamente su delle mattonelle bianche trovate nella stessa casa. Le mattonelle bianche quadrate si prestavano benissimo per far risaltare sul pavimento rosso della terrazza la scritta vendesi. In questo modo, poiché la villa e lo scoglio di capo Masullo sulla quale poggia la villa, e poiché i due famosi faraglioni anteposti alla costruzione erano e sono ben visibili dall’alto della strada sopra adiacente, l’effetto della scritta con le mattonelle restava sostanzialmente efficace anche se purtroppo, però non lo si poteva registrare dal mare. La scritta dovette essere rimossa per forza maggiore dopo un paio di giorni, quanto bastò per procurarsi una documentazione fotografica e video dell’azione. Materiale che poi sarebbe servito per la divulgazione dell’opera. La provocazione di voler metter, ancora una volta, in Vendita un simbolo rilevante della cultura in generale, esaltato tanto più della bellezza paesaggistica tra le più avvenenti e conosciute nel mondo, riflette sul significato di “pubblico” e “privato”, ma anche quel processo sempre più in atto di banalizzazione e mercificazione e trasformazione del bene generale d’uso pubblico a mero valore di scambio con il conseguente risultato di una totale reificazione e alienazione dei rapporti umani. Si pensi al ruolo della cultura sempre più ridotta a spettacolo, dell’informazione, o alla privatizzazione di beni comuni come l’acqua, i musei, le spiagge etc. Il lavoro VENDESI era ed é di totale attualità.  Dall’idea VENDESI a Capri sono stati sviluppati nello stesso periodo (1994) una serie di disegni/schizzi/progetto, nei quali si “mettono in vendita” altri esempi simbolici di cultura, bellezza e pura natura, arrivando, paradossalmente a vender addirittura la luna.

   

Costantino Ciervo e Ottomar Kiefer mentre preparano il progetto temporaneo VENDESI (FOR SALE)